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Frazione Sant’Agata Irpina PDF Stampa E-mail
Al centro della piazza principale della ricca frazione solofrana di Sant’Agata Irpina la chiesa omonima custodisce capolavori d’arte di estrema importanza. L’interno, piccolo e accogliente ad unica navata, colpisce per la ricchezza del soffitto che riprende il disegno della Collegiata di San Michele Arcangelo: 15 tele di Francesco Guarino e bottega, commissionate dal principe Caracciolo di Avellino feudatario di S. Agata, realizzate tra il 1637 ed il 1640, con stile vicinissimo al Caravaggio. Si osservano sul cassetto nato ligneo/dorato: il Martirio dei carboni ardenti, la Cattura di Agata, il Taglio dei seni, Agata nel lupanare, San Pietro visita Agata nel carcere, Agata tentata da Quinziano, il Miracolo dell’ostia, il Trionfo dell’eucarestia, la Conversione del miscredente, Agata al palo, Agata davanti a Quinziano, Agata rifiuta di adorara gli idoli, la Morte di Quinziano, la Messa del prete dubbioso, il Sepolcro di Agata visitato dagli angeli.

Il culto verso Sant’Agata si impianta in loco già a partire dal periodo romano e le tele riportano l’interessante storia della santa catanese tra martiri e miracoli.

In controfacciata l’organo ottocentesco su soppalco ligneo, risuona nelle diverse celebrazioni liturgiche, posizionato tra le due tele del pittore solofrano Matteo Vigilante (1770), raffiguranti la Madonna con San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista (1625) e l'Allegoria della fede, che indicano dunque un probabile prolungamento della struttura.

Il 5 febbraio nella festa dedicata alla Santa Patrona vengono distribuite pagnotte di pane a forma di seno in ricordo del suo ultimo martirio e della intoccabile Fede dimostrata dalla Santa.

 
Ultima modifica: Mercoledì 21 Giugno 2017, 10:30 !
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