Città di Solofra: News

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Periodo Angioino PDF Stampa E-mail

Nella seconda metà del XIII secolo, epoca in cui gli angioini si impossessarono del meridione, Solofra, per volontà di Carlo I d'Angiò, assorbì metà del grande casale di S. Agata che fu suddiviso in due: S. Agata di sotto (o di Serino) e S. Agata di sopra o di Solofra (ora S. Agata Irpina). Tale ampliamento, oltre al possesso del passo di Turci che permetteva il facile controllo dei traffici, consentì a Solofra di acquisire una maggiore forza difensiva, fatto questo che le consentì di trasformarsi da vico in "castro". Importante conseguenza di questa trasformazione fu l'aumento demografico del paese, poichè il castro, grazie alla sua notevole forza difensiva, fu in grado di accogliere – offrendogli una esistenza tranquilla e serena - coloro che provenivano dal Cilento messi in fuga dalla guerra del Vespro.

Questo avvenimento consentì che nella conca si insediasse una vera e propria colonia di cilentani, così come testimoniato anche da un toponimo locale, che ancora oggi ne ricorda la presenza (celentane).

L'ampliamento territoriale e l'insediamento di una nuova comunità, favorirono sia l’ulteriore sviluppo del commercio che l'intensificazione dei traffici con Salerno, consentendo altresì, il consolidamento delle attività legate all'industria armentizia quali la lavorazione della pelle, della lana e della carne salata.

 

Testo a cura dell’Associazione culturale AMT – Arte Musei Territorio

Ricerche effettuate sui testi di M. de Maio (“Alle radici di Solfora” – “Solofra nel Mezzogiorno Angioino-Aragonese” – sito Solofrastorica.it)
 
Ultima modifica: Venerdì 01 Giugno 2018, 14:33 !
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