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Periodo normanno-svevo PDF Stampa E-mail

Nel periodo normanno-svevo (XI al XIII sec.), Solofra divenne "vico", dapprima facendo parte della contea di Rota governata da Troisio e poi dal figlio Ruggiero I, quindi entrando a far parte del feudo di Serino con Roberto II Sanseverino-Tricarico. L'eco delle distruzioni normanne non tardò a farsi avvertire anche a Solofra, che dovette subire l'insabbiamento dell'antica via di Castelluccia. Questo evento favorì il consolidarsi del legame con Serino, poichè il suo castello poteva essere raggiunto tramite la via di Turci.

All'inizio del XIII secolo Solofra raggiunse l'autonomia territoriale ed amministrativa prima con Giordano Tricarico e poi col fratello Giacomo, il quale la assegnò come dote alla figlia Giordana andata in sposa ad Alduino Filangieri di Candida, per cui entrò a far parte dei feudi di questa influente famiglia normanna.

In questo periodo nella comunità solofrana andò maturando una sempre maggior consapevolezza del proprio ruolo economico e della necessità di svincolarsi dalla zavorra dei vincoli feudali che ne impedivano il pieno decollo.

L'allentarsi dei vincoli che la legavano a Serino, la presa di coscienza della propria realtà economica accompagnata dal desiderio di autonomia feudale, portò comunque Solofra all'acquisizione di una propria identità giuridica che sfociò nella costituzione del primo nucleo formativo degli Statuti.

 

Testo a cura dell’Associazione culturale AMT – Arte Musei Territorio

Ricerche effettuate sui testi di M. de Maio (“Alle radici di Solfora” – “Solofra nel Mezzogiorno Angioino-Aragonese” – sito Solofrastorica.it)
 
Ultima modifica: Venerdì 01 Giugno 2018, 14:33 !
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